Mentre guardavo un video nella sezione Video di Repubblica.it, la mia attenzione è caduta sul titolo della pagina: <font face=”Arial” size=”2″, dopo varie imprecazioni, è sorta in me la curiosità di dare un’ occhiata al codice di altri quotidiani/magazine online.
Questo è il report dopo una veloce e non profonda indagine:
Il Messaggero: struttura a tabella e 2001 errori di validazione

Libero Immagini: si sono scordati il doctype!

Gazzetta: tutto il codice della pagina è contenuto nel tag center
Tiscali: il body ha larghezza 988px e tutti i div hanno la proprietà float left
Tgcom: uso del tag font e codice in maiuscolo
Mi chiedo come mai queste grosse realtà non investino su un aggiornamento del proprio cms, probabilmente per lo stesso motivo per cui un cliente preferisce farsi fare il sito dal nipote..
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Purtroppo in italia siamo sempre indietro… O meglio le grosse compagnie che dovrebbero rappresentarci, che non fanno parte della “nicchia web”, non si curano minimamente di quanto sia importante avere un sito con un codice pulito!
Nonostante che per la legge 4/2004 dovremmo rispettare ben 22 requisiti di accessibilita’…
Cmq ottimo articolo, sopratutto come spunto di critica
@Pr0v4: mi basterebbe che il codice sia valido, per l’ accessibilità dobbiamo aspettare anni ancora
evidentemente sono aspetti che non vengono presi minimamente in considerazione nei piani di sviluppo di portali di quel calibro, commettendo un gravissimo errore dovuto forse dall’ ignorare i benefici che può portare l’ uso di un codice valido.
Hai Ragione, infatti la maggiorparte della gente preferisce un lavoro veloce a tabelle che un lavoro table-less validato!
@StefanoV: è un discorso che magari da un cliente potrei anche accettare, ma non da grandi società che ottengono enormi guadagni dal web.
Incredibile! Quoto
@sw: non è davvero accettabile che “big” del genere, che si affidano così tanto al web facciano scelte qualitative del genere!
Ricordiamoci che i giornali online per esempio stanno soppiantando la carta stampata per via della velocità di edizione!
Ciaociao
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[...] conferma, se ce n’era bisogno, che in Italia siamo ancora al 1997; e sto parlando solo del [...]